Boscotrecase, appello dei preti: le urne cinerarie vanno al cimitero

“Adesso che la nuova ala del cimitero è stata realizzata e ci sono tanti spazi disponibili fate in modo che le urne cinerarie dei vostri cari siano custodite tra queste mura”. Il cappellano del cimitero di Trecase/Boscotrecase, don Federico Battaglia, ha atteso la fine della celebrazione presieduta da monsignor Ciro Esposito, per lanciare un appello abbastanza inconsueto, ma estremamente attuale.

Molti fedeli, infatti, anche per i costi economici ridotti, stanno optando per la cremazione. La posizione della Chiesa cattolica sul punto è molto chiara. Esiste, infatti, una Istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede (la “Ad resurgendum cum Cristo” come ben sanno gli esperti di diritto canonico) che chiarisce che la cremazione del cadavere “non è vietata” poiché “non tocca l’anima e non impedisce all’Onnipotenza Divina di risuscitare il corpo”, pur ribadendo “le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi”.  

Molti, anche sulla scorta dell’assenza di loculi, hanno preferito ricorrere a tale pratica e custodire in casa le ceneri dei propri defunti. Ed è proprio a queste persone che il giovane cappellano originario di Torre del Greco si è rivolto, interpretando anche il pensiero degli altri sacerdoti che hanno concelebrato da Santa Messa nel Giorno della Commemorazione dei Defunti, vale a dire don Rosario Petrullo, parroco di sant’Anna, don Pietro Accardo, parroco dell’Ave Gratia Plena, entrambi in servizio pastorale nel comune ex capoluogo di Boscotrecase e don Aniello Gargiulo, parroco e rettore del Santuario diocesano di Santa Maria delle Grazie e San Gennaro di Trecase.

Al rito religioso, che si è concluso con la tradizionale processione e benedizione delle tombe, hanno preso parte il sindaco di Trecase, Raffaele De Luca, l’assessore Ciro Raiola del Comune di Boscotrecase in fascia tricolore, su delega del sindaco Pietro Carotenuto, i comandanti delle polizia locali di Boscotrecase e Trecase, Francesco Di Palma e Gennaro Balzano, la vicecoordinatrice del Gruppo Volontari di protezione civile di Trecase, Sandra Ardito e tanti cittadini.

Poco prima della benedizione finale ha preso la parola don Federico. Adesso bisognerà attendere per vedere quanti fedeli aderiranno alla richiesta volta a prevenire casi di profanazione. Una cosa è certa: la conservazione dell’urna cineraria da parte dei familiari ha una fortissima incidenza rispetto ai processi di elaborazione del lutto, poiché la conservazione (impropriamente chiamata anche “affidamento”) li inibisce o, nei casi migliori, li rallenta, accentuando la permanenza del cordoglio. Questo spiega perché nella vicina Francia la pratica in questione è stata inibita per legge su indicazione dell’associazione degli psicologi e psichiatri.

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