Coronavirus: chi è aperto e chi è chiuso?

Con l’Italia in lockdown da un mese e l’obbligo di uscire solo per necessità, in molti non hanno ancora ben chiaro quali aziende e attività commerciali debbano rimanere aperte e quali chiuse. Restano aperti supermercati, farmacie, parafarmacie, edicole, panifici, salumerie, tutto ciò che riguarda il commercio di alimentari e la manutenzione, come ad esempio le ferramenta. Restano chiusi bar, ristoranti, parrucchieri, i negozi di abbigliamento, le mense che non possono garantire la distanza di un metro, le pasticcerie, le aziende florovivaistiche e del turismo. La produzione e l’agricoltura vanno invece avanti, così come tutti i servizi di prima necessità. Una situazione che produrrà inevitabilmente scompenso nel mondo dell’occupazione ed una crisi economica. La Campania ha per questo studiato un piano di sostegno e crescita da 604 milioni di euro.

Per quanto riguarda le imprese e i lavoratori autonomi è previsto:

  • Un contributo di 2000 euro a tutte le microimprese con meno di 10 operai e 2.000.000 di fatturato
  • Un contributo di 1000 euro ai lavoratori autonomi ed ai professionisti che fatturano meno di 35.000 euro all’anno
  • Una moratoria delle imprese della zona ASI
  • Un bonus da 1500 a 4000 euro per le aziende agricole o della pesca in relazione al numero dei dipendenti

Per le famiglie e i portatori di handicap e disabilità è previsto:

  • Un bonus di 600 euro a famiglie con portatore di handicap non gravi ( es autistici)
  • Il rialzo delle pensioni sociali a 1000 euro per 2 mesi (maggio e giugno)
  • Un bonus alle famiglie con un minore di 15 anni per favorire l’accesso ai servizi didattici
  • Un bonus di 500 euro ad ogni famiglia con reddito Isee fino a 20.000 e uno di 300 euro per quelle con Isee fino a 35.000 euro
  • 39 milioni di euro per le disabilità gravissime, poi trasferiti ai piani sociali di zona

Per le spese della casa e dei locali è previsto:

  • Un contributo allogiativo di 2000 euro se l’Isee non è superiore a 13.300 euro; 1800 invece fino a 25.000
  • Un fondo di solidarietà da 5.000.000 euro per gli inquilini di alloggi pubblici

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